{"id":5675,"date":"2021-03-26T07:49:51","date_gmt":"2021-03-26T06:49:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?p=5675"},"modified":"2021-04-11T10:38:52","modified_gmt":"2021-04-11T08:38:52","slug":"la-regina-semiramis-e-le-leggi-ad-personam-libito-fe-licito-in-sua-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?p=5675","title":{"rendered":"LA REGINA SEMIRAMIS E LE LEGGI AD PERSONAM &#8211; &#8220;LIBITO F\u00c9 LICITO IN SUA LEGGE&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fposts%2F5675&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5691\" srcset=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/statue-of-dante-alighieri-5535369_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>DANTE E PILLOLE DI DIRITTO ATTUALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:9px\"><em>&#8220;L&#8217;opera e il pensiero di Dante poggiano chiaramente su una impalcatura di matrice legale. La centralit\u00e0 del diritto si avverte soprattutto nella Commedia: Dante immagina l&#8217;aldil\u00e0 come una struttura amministrativa fortemente regolata, dotata di una complessa rete di leggi locali, giurididizioni gerarchiche, punizioni e ricompense ben calcolate&#8221;<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.viella.it\/libro\/9788867286539\">Justin Steinberg, Dante e i confini del diritto<\/a>). <br>Qui per\u00f2 si vuole solo un&#8217;occasione, nell&#8217;anniversario dei 700 anni dalla mortre del Poeta, per (ri)leggere qualche passo del capolavoro, anch&#8217;esso bene comune, italiano e dell&#8217;umanit\u00e0. <br>E, solo secondariamente, aggiungere qualche spunto di riflessione:  giusto affinch\u00e8, per il piacere della lettura di tale opera, non si resti troppo distaccati dalla realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>LA REGINA SEMIRAMIS E LE LEGGI AD PERSONAM &#8211; &#8220;LIBITO F\u00c9 LICITO IN SUA LEGGE&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Guercino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Guercino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5688\" width=\"839\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Guercino.jpg 800w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Guercino-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Guercino-768x564.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><\/a><figcaption>Guercino, Semiramide riceve la notizia della rivolta di Babilonia , olio su tela, 1645<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Inferno, Canto V, 54-60<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-large-font-size\"><strong><em>Fu imperadrice di molte favelle.<br>A vizio di lussuria fu s\u00ec rotta,<br>che libito f\u00e9 licito in sua legge,<br>per t\u00f2rre il biasmo in che era condotta. <br>Ell\u2019\u00e8 Semiram\u00ecs, di cui si legge<br>che succedette a Nino e fu sua sposa:<br>tenne la terra che \u2019l Soldan corregge.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Dove ci troviamo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;opera, ossia la <em>Comed\u00eca<\/em>, comunemente pi\u00f9 conosciuta come <em>Divina Commedia<\/em>, ci troviamo nella Cantica dell&#8217;Inferno, al Canto V: canto celeberrimo per Paolo e Francesca (anzi, per Francesca, perch\u00e8 sue sono le parole pi\u00f9 citate, persino nelle canzoni, da <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UDUA4t7ExFc\">Venditti<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4MgKG87M0sc\">Jovanotti<\/a>: <em><strong>Amor, ch\u2019a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer s\u00ec forte, che, come vedi, ancor non m\u2019abbandona<\/strong><\/em>; che possono essere cos\u00ec parafrasate: l&#8217;amore, che non consente a nessuno che sia amato di non ricambiare, mi prese per la bellezza di costui con tale forza che, come vedi, non mi abbandona neppure adesso).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il Canto V dell&#8217;Inferno \u00e8 interessante anche per gli altri personaggi che il Poeta menziona.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;inferno, ci troviamo ancora all&#8217;inizio del viaggio: Virgilio accompagna Dante nello scendere dal primo cerchio, quello dei virtuosi non battezzati, al secondo, dei lussuriosi, morti per amore (precisamente: <em><strong>i peccator carnali,&nbsp;che la ragion sommettono al talento<\/strong><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta del primo vero, terribile, girone infernale, il cui ingresso \u00e8 presidiato da Minosse, mostro ringhiante che giudica le colpe e smista i dannati (ascolta le confessioni delle anime e indica loro la destinazione, attorcigliando al corpo la coda tante volte quanti i cerchi che devono discendere: <em><strong>Stavvi Min\u00f2s, orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l&#8217;intrata; giudica e manda secondo ch&#8217;avvinghia. Dico che quando l\u2019anima mal nata li vien dinanzi, tutta si confessa; e quel conoscitor de le peccata vede qual loco d\u2019inferno \u00e8 da essa; cignesi con la coda tante volte quantunque gradi vuol che gi\u00f9 sia messa<\/strong><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Minosse rimbrotta Dante, ma Virgilio fa in modo che possano entrare, perch\u00e8 \u00e8 stato Dio, ossia colui che pu\u00f2 ci\u00f2 che vuole, a stabilire, fatalmente, il viaggio del Poeta (<em><strong>Non impedir lo suo fatale andare: vuolsi cos\u00ec col\u00e0 dove si puote ci\u00f2 che si vuole, e pi\u00f9 non dimandare<\/strong><\/em>).  <\/p>\n\n\n\n<p>Qui, in un luogo buio ove soffia incessantemente un freddo vento che sbatte le anime (<em><strong>Io venni in loco d\u2019ogne luce muto, che mugghia come fa mar per tempesta, se da contrari venti \u00e8 combattuto<\/strong><\/em><strong><em>. La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta<\/em><\/strong>) facendole piangere, con note di dolore (<em><strong>Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire; or son venuto l\u00e0 dove molto pianto mi percuote<\/strong><\/em>), e facendole roteare in cielo, come storni (<em><strong>E come li stornei ne portan l\u2019ali nel freddo tempo, a schiera larga e piena, cos\u00ec quel fiato li spiriti mali; di qua, di l\u00e0, di gi\u00f9, di s\u00f9 li mena<\/strong><\/em>), ovvero gru (<em><strong>E come i gru van cantando lor lai,&nbsp;faccendo in aere di s\u00e9 lunga riga, cos\u00ec vid\u2019io venir, traendo guai, <\/strong><\/em><strong><em>ombre portate da la detta briga<\/em><\/strong>), Dante intravede, tra mille e pi\u00f9 anime dannate, alcuni personaggi, emblematici della lussuria.  <\/p>\n\n\n\n<p>Didone, Cleopatra, Elena, Achille, Paride, Tristano, e poi infine Paolo e Francesca, pi\u00f9 precisamente Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, la cui storia d&#8217;amore, in conclusione alla cantica, \u00e8 talmente struggente da far svenire il Poeta.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di costoro, Virgilio indica al Poeta Semiramis, regina Assiro-Babilonese, moglie di Nino, il fondatore della citt\u00e0, da lui eponima, di Ninive.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong><em>per ch\u2019i\u2019 dissi: \u00abMaestro, chi son quelle \ngenti che l\u2019aura nera s\u00ec gastiga?\u00bb.                             \n\u00abLa prima di color di cui novelle \ntu vuo\u2019 saper\u00bb, mi disse quelli allotta, \n\u00abfu imperadrice di molte favelle.                              \nA vizio di lussuria fu s\u00ec rotta, \nche libito f\u00e9 licito in sua legge, \nper t\u00f2rre il biasmo in che era condotta.                   \nEll\u2019\u00e8 Semiram\u00ecs, di cui si legge \nche succedette a Nino e fu sua sposa: \ntenne la terra che \u2019l Soldan corregge. <\/em><\/strong><\/pre>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<pre class=\"wp-block-verse\">allora dissi: \u00abMaestro, chi sono quelle anime castigate cos\u00ec dalla oscura bufera?\u00bb\n\u00abLa prima di coloro di cui vuoi avere notizie,\u00bb \nmi rispose allora Virgilio, \n\u00abfu imperatrice di molti popoli.\nFu cos\u00ec dedita al vizio di lussuria, che rese lecito nella sua legge tutto ci\u00f2 che le piaceva, \nper eliminare la condanna morale che le spettava.\nElla \u00e8 Semiramide, di cui si legge che fu sposa di Nino al quale poi succedette: \ngovern\u00f2 la terra che ora \u00e8 governata dal Soldano.<\/pre>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Chi era Semiramis<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Semiramis, o Semiramide (forse, in assiro: Shammuramat), \u00e8 stata, tra storia e leggenda, una regina Assiro-Babilonese, moglie di Nino (forse, in assiro: Shamshi-Adad V), il fondatore della citt\u00e0, da lui eponima, di Ninive, e che govern\u00f2 dall&#8217;811 all&#8217;808 a.C..<\/p>\n\n\n\n<p>Nino si sarebbe invaghito di lei quand&#8217;era ancora sposa del generale Onne: il re avrebbe chiesto al generale di lasciarla, e Onne si sarebbe suicidato.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito Semiramide succedette a Nino.<\/p>\n\n\n\n<p>Per alcuni, Nino mor\u00ec in battaglia quando il figlio Nynias (forse, in assiro: Addu-Nirari III), suo erede al trono, era ancora giovinetto: per cui quella di Semiramide sarebbe stata una reggenza, resa necessaria dagli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per altri, Semiramide si sarebbe impadronita del potere con uno stratagemma, facendo prima incarcerare e poi uccidere il marito.<\/p>\n\n\n\n<p>Una versione narra che avrebbbe allontanato il figlio Nynias dalla corte, facendosi passare per lui; per mascherare la sua femminilit\u00e0 avrebbe adottato un abito che copriva braccia e gambe, imponendolo a tutti i sudditi. <\/p>\n\n\n\n<p>Altra versione narra invece che non avrebbe cacciato il figlio, ma si sarebbe innamorata di lui, instaurando un rapporto incestuoso: e, per evitare l\u2019accusa d\u2019incesto, eman\u00f2 una legge che rese leciti i rapporti tra genitori e figli. <\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe stata uccisa in un complotto ordito dal figlio, ovvero sarebbe riuscita a sventare quel complotto e avrebbe perdonato il figlio, per poi per\u00f2 suicidarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per alcuni storici antichi, tuttavia, fu una grande sovrana, che si distinse sia in guerra (il regno Assiro-Babilonese, all&#8217;epoca, si estese agli attuali Iran, Egitto e Etiopia) che in grandiose opere di pace (Erodoto le attribuisce la realizzazione delle mura di difesa e dei giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico; Diodoro Siculo e Lucio Flavio grandiosi palazzi e la galleria dell&#8217;Eufrate, scavata sotto il fiume per quasi un chilometro per collegare le due parti della citta di Babilonia).    <\/p>\n\n\n\n<p>Dante, basandosi su scritti di autori cristiani (Giustino, Sant&#8217;Agostino, Paolo Orosio) la caratterizza per la lussuria, nel senso appunto dei <em><strong>peccator carnali, che la ragion sommettono al talento<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra coloro che in vita furono accecati e travolti dalla passione fino a perdere il lume della ragione, e da morti devono dunque patire la <strong><em>bufera infernal<\/em><\/strong>, Semiramis \u00e8 ricordata per essere tanto corrotta dal vizio della lussuria che <em><strong>libito f\u00e9 licito in sua legge<\/strong><\/em>, ossia ordin\u00f2 l&#8217;emanazione di leggi per dichiarare leciti dei suoi comportamenti (soprattutto l&#8217;incesto) che altrimenti di certo non sarebbero stati ritenuti tali: erano biasimati, per tradizione e nel comune sentire, e avrebbero dovuto essere puniti, secondo il diritto naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre, finch\u00e8 regn\u00f2, ne and\u00f2 dunque assolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-large-font-size\"><strong>Insomma: leggi <em>ad personam<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Cose d&#8217;altri tempi ?<\/p>\n\n\n\n<p>Di leggi <em>ad personam<\/em>, ossia emanate per beneficiare o per nuocere una singola persona o un ristretto gruppo, ben individuato, si parlava gi\u00e0, come si deduce dalla definizione in latino, nell&#8217;antica Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Le XII tavole, tradizionalmente la prima redazione scritta di diritto romano, privato e pubblico (compilato nel 451-450 a.C.), stabiliva, alla IX, che <em>privilegia ne irroganto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Privilegium<\/em> aveva un significato bivalente: non solo favorevole (rimasto nell&#8217;italiano) ma anche, e forse prevalentemente, sfavorevole (<em>odiosum<\/em>); tanto \u00e8 vero che fu considerata una conquista del ceto plebeo rispetto ad abusi provenienti da quello patrizio lo stabilire che una legge non pu\u00f2 essere emanata se non contenendo norme a valere nei confronti di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche la plebe, conquistato il potere, incorse nelle stesse tentazioni. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima legge <em>ad personam<\/em> che si conosca emanata in democrazia, o meglio in un regime che non fosse assolutistico,  \u00e8 la <em>Lex Clodia de capite civis Romani<\/em>, introdotta appunto tramite un plebiscito.<\/p>\n\n\n\n<p>La promosse Publio Clodio Pulcro, avversario politico di Marco Tullio Cicerone, nel 58 a.C., con la finalit\u00e0 apparente di garantire i cittadini nel corso dei processi, limitando il potere del senato e degli ottimati.<\/p>\n\n\n\n<p>Stabiliva infatti la pena dell&#8217;esilio, e la confisca dei beni, per chi avesse provocato una condanna a morte senza concedere la <em>provocatio ad populum<\/em>, cio\u00e8 la facolt\u00e0 per ciascun romano di ricorrere in appello al popolo per evitare la propria condanna: e lo faceva retroattivamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Guarda caso, solo qualche anno prima proprio Cicerone  aveva contribuito, con le sue accuse, alla condanna di alcuni congiurati, i c.d. Catilinari, che furono messi a morte senza dar loro la possibilit\u00e0 dell&#8217;appello al popolo; e quindi in questo modo Clodio sperava di sbarazzarsi di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Cicerone, in forza della lex Clodia, doveva scontare l&#8217;esilio e la confisca, ed effettivamente dovette allontarsi per un po&#8217; da Roma e dai suoi beni: ma, andato rapidamente in disgrazia il suo rivale, vi ritorn\u00f2 dopo solo pochi mesi e, nel 57 a.C., pronunci\u00f2 la famosa orazione, la <em>Cicero de domo sua ad Pontifices<\/em> (cos\u00ec traducibile: Cicerone sulla propria casa al collegio decidente pontificale), per riavere la dignit\u00e0, e il patrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>Memorabile l&#8217;espressione usata da Cicerone contro Clodio, sulla legge in questione: <em>Licuit tibi ferre non legem, sed nefarium privilegium<\/em> (cos\u00ec traducibile: hai potuto promulgare non una legge, ma un infame privilegio).<\/p>\n\n\n\n<p>Parlare di leggi <em>ad personam<\/em> soprattutto negli ultimi tempi \u00e8 tornato ad essere frequente, entrando anche nel linguaggio comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 nel senso del favorire s\u00e8, che dello sfavorire altri, e financo per difendersi non nel processo, ma dal processo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una <a href=\"http:\/\/www.libertaegiustizia.it\/\">influente associazione<\/a>, di cui fanno parte attiva anche illustrissimi giuristi, ne ha individuate ed elencate, dal 1984 in poi, una <a href=\"http:\/\/www.libertaegiustizia.it\/2011\/11\/09\/lelenco-delle-leggi-ad-personam\/\">quarantina<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/2006\/b\/sezioni\/politica\/versoelezioni19\/berluradio\/berluradio.html\">diretto interessato<\/a> ha replicato che di leggi ad personam, nella nostra recente storia politica, ce ne sono s\u00ec state ma, a suo dire, dall&#8217;altra parte politica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Piccola riflessione finale <\/p>\n\n\n\n<p>Lungi da questa &#8220;pillola&#8221; cercare di contare le leggi <em>ad personam<\/em> degli ultimi anni, e sbilanciarsi nel dire se sono state solo di destra o anche di sinistra etc etc.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato \u00e8 pacifico: ce ne sono state, e ce ne saranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nostro ordinamento \u00e8 previsto il Giudice delle Leggi: \u00e8, come tutti sappiamo, la Corte Costituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Che, per\u00f2, \u00e8 intervenuta, sulle leggi <em>ad personam<\/em>, raramente, e tardivamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiunque, pensandoci, non pu\u00f2 non constatarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse sarebbero da rivedere, nelle spesso auspicate rifrome anche della carta costituzionale, i meccanismi con cui la Consulta pu\u00f2 intervenire ? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">* * *<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Il testo completo del Canto V dell&#8217;Inferno:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse\"><em>Cos\u00ec discesi del cerchio primaio\ngi\u00f9 nel secondo, che men loco cinghia,\ne tanto pi\u00f9 dolor, che punge a guaio.\nStavvi Min\u00f2s orribilmente, e ringhia:\nessamina le colpe ne l\u2019intrata;\ngiudica e manda secondo ch\u2019avvinghia.\nDico che quando l\u2019anima mal nata\nli vien dinanzi, tutta si confessa;\ne quel conoscitor de le peccata\nvede qual loco d\u2019inferno \u00e8 da essa;\ncignesi con la coda tante volte\nquantunque gradi vuol che gi\u00f9 sia messa.\nSempre dinanzi a lui ne stanno molte;\nvanno a vicenda ciascuna al giudizio;\ndicono e odono, e poi son gi\u00f9 volte.\n\u00abO tu che vieni al doloroso ospizio\u00bb,\ndisse Min\u00f2s a me quando mi vide,\nlasciando l\u2019atto di cotanto offizio,\n\u00abguarda com\u2019entri e di cui tu ti fide;\nnon t\u2019inganni l\u2019ampiezza de l\u2019intrare!\u00bb.\nE \u2019l duca mio a lui: \u00abPerch\u00e9 pur gride?\nNon impedir lo suo fatale andare:\nvuolsi cos\u00ec col\u00e0 dove si puote\nci\u00f2 che si vuole, e pi\u00f9 non dimandare\u00bb.\nOr incomincian le dolenti note\na farmisi sentire; or son venuto\nl\u00e0 dove molto pianto mi percuote.\nIo venni in loco d\u2019ogne luce muto,\nche mugghia come fa mar per tempesta,\nse da contrari venti \u00e8 combattuto.\nLa bufera infernal, che mai non resta,&nbsp;\nmena li spirti con la sua rapina;\nvoltando e percotendo li molesta.\nQuando giungon davanti a la ruina,\nquivi le strida, il compianto, il lamento;\nbestemmian quivi la virt\u00f9 divina.\nIntesi ch\u2019a cos\u00ec fatto tormento\nenno dannati i peccator carnali,\nche la ragion sommettono al talento.\nE come li stornei ne portan l\u2019ali\nnel freddo tempo, a schiera larga e piena,\ncos\u00ec quel fiato li spiriti mali;\ndi qua, di l\u00e0, di gi\u00f9, di s\u00f9 li mena;\nnulla speranza li conforta mai,\nnon che di posa, ma di minor pena.\nE come i gru van cantando lor lai,\nfaccendo in aere di s\u00e9 lunga riga,\ncos\u00ec vid\u2019io venir, traendo guai,\nombre portate da la detta briga;\nper ch\u2019i\u2019 dissi: \u00abMaestro, chi son quelle\ngenti che l\u2019aura nera s\u00ec gastiga?\u00bb.\n\u00abLa prima di color di cui novelle\ntu vuo\u2019 saper\u00bb, mi disse quelli allotta,\n\u00abfu imperadrice di molte favelle.\nA vizio di lussuria fu s\u00ec rotta,\nche libito f\u00e9 licito in sua legge,\nper t\u00f2rre il biasmo in che era condotta.\nEll\u2019\u00e8 Semiram\u00ecs, di cui si legge\nche succedette a Nino e fu sua sposa:\ntenne la terra che \u2019l Soldan corregge.\nL\u2019altra \u00e8 colei che s\u2019ancise amorosa,\ne ruppe fede al cener di Sicheo;\npoi \u00e8 Cleopatr\u00e0s lussuriosa.\nElena vedi, per cui tanto reo\ntempo si volse, e vedi \u2019l grande Achille,\nche con amore al fine combatteo.\nVedi Par\u00ecs, Tristano\u00bb; e pi\u00f9 di mille\nombre mostrommi e nominommi a dito,\nch\u2019amor di nostra vita dipartille.\nPoscia ch\u2019io ebbi il mio dottore udito\nnomar le donne antiche e \u2019 cavalieri,\npiet\u00e0 mi giunse, e fui quasi smarrito.\nI\u2019 cominciai: \u00abPoeta, volontieri&nbsp;\nparlerei a quei due che \u2019nsieme vanno,&nbsp;\ne paion s\u00ec al vento esser leggeri\u00bb.\nEd elli a me: \u00abVedrai quando saranno\npi\u00f9 presso a noi; e tu allor li priega\nper quello amor che i mena, ed ei verranno\u00bb.\nS\u00ec tosto come il vento a noi li piega,\nmossi la voce: \u00abO anime affannate,\nvenite a noi parlar, s\u2019altri nol niega!\u00bb.\nQuali colombe dal disio chiamate\ncon l\u2019ali alzate e ferme al dolce nido\nvegnon per l\u2019aere dal voler portate;\ncotali uscir de la schiera ov\u2019\u00e8 Dido,\na noi venendo per l\u2019aere maligno,\ns\u00ec forte fu l\u2019affettuoso grido.\n\u00abO animal grazioso e benigno\nche visitando vai per l\u2019aere perso\nnoi che tignemmo il mondo di sanguigno,\nse fosse amico il re de l\u2019universo,\nnoi pregheremmo lui de la tua pace,\npoi c\u2019hai piet\u00e0 del nostro mal perverso.\nDi quel che udire e che parlar vi piace,\nnoi udiremo e parleremo a voi,\nmentre che \u2019l vento, come fa, ci tace.\nSiede la terra dove nata fui\nsu la marina dove \u2019l Po discende\nper aver pace co\u2019 seguaci sui.\nAmor, ch\u2019al cor gentil ratto s\u2019apprende&nbsp;\nprese costui de la bella persona&nbsp;\nche mi fu tolta; e \u2019l modo ancor m\u2019offende.\nAmor, ch\u2019a nullo amato amar perdona,&nbsp;\nmi prese del costui piacer s\u00ec forte,&nbsp;\nche, come vedi, ancor non m\u2019abbandona.\nAmor condusse noi ad una morte:&nbsp;\nCaina attende chi a vita ci spense\u00bb.&nbsp;\nQueste parole da lor ci fuor porte.\nQuand\u2019io intesi quell\u2019anime offense,\nchina\u2019 il viso e tanto il tenni basso,\nfin che \u2019l poeta mi disse: \u00abChe pense?\u00bb.\nQuando rispuosi, cominciai: \u00abOh lasso,\nquanti dolci pensier, quanto disio\nmen\u00f2 costoro al doloroso passo!\u00bb.\nPoi mi rivolsi a loro e parla\u2019 io,\ne cominciai: \u00abFrancesca, i tuoi mart\u00ecri\na lagrimar mi fanno tristo e pio.\nMa dimmi: al tempo d\u2019i dolci sospiri,\na che e come concedette Amore\nche conosceste i dubbiosi disiri?\u00bb.\nE quella a me: \u00abNessun maggior dolore\nche ricordarsi del tempo felice\nne la miseria; e ci\u00f2 sa \u2019l tuo dottore.\nMa s\u2019a conoscer la prima radice\ndel nostro amor tu hai cotanto affetto,\ndir\u00f2 come colui che piange e dice.\nNoi leggiavamo un giorno per diletto\ndi Lancialotto come amor lo strinse;\nsoli eravamo e sanza alcun sospetto.\nPer pi\u00f9 fiate li occhi ci sospinse\nquella lettura, e scolorocci il viso;\nma solo un punto fu quel che ci vinse.\nQuando leggemmo il disiato riso\nesser basciato da cotanto amante,\nquesti, che mai da me non fia diviso,\nla bocca mi basci\u00f2 tutto tremante.\nGaleotto fu \u2019l libro e chi lo scrisse:\nquel giorno pi\u00f9 non vi leggemmo avante\u00bb.\nMentre che l\u2019uno spirto questo disse,\nl\u2019altro piangea; s\u00ec che di pietade\nio venni men cos\u00ec com\u2019io morisse.\nE caddi come corpo morto cade.<\/em><\/pre>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Inf-V-2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"838\" src=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Inf-V-2-1024x838.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5748\" data-full-url=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Inf-V-2-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?attachment_id=5748\" class=\"wp-image-5748\" srcset=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Inf-V-2-1024x838.jpg 1024w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Inf-V-2-300x246.jpg 300w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Inf-V-2-768x629.jpg 768w, 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