{"id":5919,"date":"2021-11-21T14:48:03","date_gmt":"2021-11-21T13:48:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?p=5919"},"modified":"2021-11-23T22:09:20","modified_gmt":"2021-11-23T21:09:20","slug":"pia-de-tolomei-e-il-femminicidio-in-famiglia-ricorditi-di-me-che-son-la-pia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?p=5919","title":{"rendered":"PIA DE&#8217; TOLOMEI E IL FEMMINICIDIO IN FAMIGLIA &#8211; &#8220;RICORDITI DI ME, CHE SON LA PIA&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fposts%2F5919&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"741\" src=\"http:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920-1024x741.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5685\" srcset=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920-1024x741.jpg 1024w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920-768x556.jpg 768w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920-1536x1112.jpg 1536w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/dante-alighieri-1272594_1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>DANTE E PILLOLE DI DIRITTO ATTUALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p style=\"font-size:9px\"><em>&#8220;L&#8217;opera e il pensiero di Dante poggiano chiaramente su una impalcatura di matrice legale. La centralit\u00e0 del diritto si avverte soprattutto nella Commedia: Dante immagina l&#8217;aldil\u00e0 come una struttura amministrativa fortemente regolata, dotata di una complessa rete di leggi locali, giurididizioni gerarchiche, punizioni e ricompense ben calcolate&#8221;<\/em> (<a href=\"https:\/\/www.viella.it\/libro\/9788867286539\">Justin Steinberg, Dante e i confini del diritto<\/a>). <br>Qui per\u00f2 si vuole solo un&#8217;occasione, nell&#8217;anniversario dei 700 anni dalla mortre del Poeta, per (ri)leggere qualche passo del capolavoro, anch&#8217;esso bene comune, italiano e dell&#8217;umanit\u00e0. <br>E, solo secondariamente, aggiungere qualche spunto di riflessione:  giusto affinch\u00e8, per il piacere della lettura di tale opera, non si resti troppo distaccati dalla realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>PIA DE&#8217; TOLOMEI E IL FEMMINICIDIO IN FAMIGLIA &#8211; &#8220;RICORDITI DI ME, CHE SON LA PIA&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pompeo_Molmenti_-_Pia_de_Tolomei_condotta_in_Maremma-623x400-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pompeo_Molmenti_-_Pia_de_Tolomei_condotta_in_Maremma-623x400-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5927\" width=\"842\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pompeo_Molmenti_-_Pia_de_Tolomei_condotta_in_Maremma-623x400-1.jpg 623w, https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pompeo_Molmenti_-_Pia_de_Tolomei_condotta_in_Maremma-623x400-1-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px\" \/><\/a><figcaption>Pompeo Marino Molmenti, Pia De&#8217; Tolomei condotta in Maremma, olio su tela, 1853<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Purgatorio, Canto V, 133-136<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color has-large-font-size\"><em><strong>\u00abricorditi di me, che son la Pia:<br>Siena mi f\u00e9, disfecemi Maremma:<br>salsi colui che \u2018nnanellata pria<br>disposando m\u2019avea con la sua gemma\u00bb<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-large-font-size\"><strong>Dove ci troviamo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;opera, ossia la <em>Comed\u00eca<\/em>, comunemente pi\u00f9 conosciuta come <em>Divina Commedia<\/em>, ci troviamo nella Cantica del Purgatorio, al Canto V: ai tempi nostri (settecento anni dalla morte del Poeta) viene ricordato soprattutto per la figura femminile, che vi compare, di Pia de Tolomei, e viene facile il parallelo con il Canto V dell&#8217;Inferno, e con l&#8217;altra figura femminile di Francesca da Rimini (o, pi\u00f9 precisamente, da Polenta), in quanto accumunate dall&#8217;essere state entrambe uccise dal proprio marito.<\/p>\n\n\n\n<p>A Francesca da Rimini Dante dedica circa met\u00e0 del Canto V dell&#8217;Inferno: tra i lussuriosi morti violentemente (ne abbiamo parlato in altra &#8220;pillola&#8221;, sulla <a href=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?p=5675\">Regina Semiramis<\/a>), \u00e8 incuriosito in particolare da due anime unitissime anche nella terribile pena (nella <em><strong>bufera infernal, che mai non resta<\/strong><\/em> e&nbsp;<strong><em>mena li spirti con la sua rapina<\/em><\/strong> e <strong><em>voltando e percotendo li molesta<\/em><\/strong>, chiama <em><strong>quei due che \u2019nsieme vanno,&nbsp;e paion s\u00ec al vento esser leggeri<\/strong><\/em>, per parlare di <em><strong>quello amor che i mena<\/strong><\/em>): si avvicinano al Poeta sia Paolo Malatesta che Francesca da Polenta, lui piange, lei parla, raccontando tutta la loro storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla nascita a Ravenna, nella terra della foce del Po, dove il fiume arriva al mare con i suoi affluenti (<strong><em>siede la terra dove nata fui&nbsp;su la marina dove \u2019l Po discende&nbsp;per aver pace co\u2019 seguaci sui<\/em><\/strong>), all&#8217;innamoramento con il cognato, molto pi\u00f9 bello del fratello (Giovanni Malatesta, detto Giangiotto in quanto ciotto, ossia zoppo), che aveva sposato per intese tra famiglie nobiliari: Paolo si invagh\u00ec (<em><strong>amor, ch\u2019al cor gentil ratto s\u2019apprende prese costui de la bella persona che mi fu tolta<\/strong><\/em>, parafrasabile con <em>l&#8217;amore, che si attacca subito al cuore nobile, prese costui per il bel corpo che mi fu tolto)<\/em>; Francesca non resistette (<strong><em>amor, ch\u2019a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer s\u00ec forte, che, come vedi, ancor non m\u2019abbandona<\/em><\/strong>, parafrasabile con <em>l\u2019amore, che non consente a nessuno che sia amato di non ricambiare, mi prese per la bellezza di costui con tale forza che, come vedi, non mi abbandona neppure adesso<\/em>): un amore tanto forte quanto irresistibile, che ancora permane e li tiene uniti dopo la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sentimento li port\u00f2 alla stessa tragica fine (<strong><em>Amor condusse noi ad una morte<\/em><\/strong>, ossia la stessa morte), e trattandosi di un amore lussurioso si trovano, peccatori, all&#8217;Inferno; tuttavia nessuna giustificazione per chi, pur tradito, si vendic\u00f2 brutalmente (<strong><em>Caina attende colui che ci uccise<\/em><\/strong>: ossia, nel IX e ultimo Cerchio dell&#8217;Inferno, la prima zona del lago Cocito, cos\u00ec chiamata da Caino che uccise il fratello Abele, in cui i traditori dei parenti sono imprigionati nel ghiaccio fino al collo, col viso rivolto in basso).<\/p>\n\n\n\n<p>A Pia de Tolomei  Dante riserva pochi versi del Canto V del Purgatorio: prima di raggiungere la porta presieduta dall&#8217;angelo guardiano, nell&#8217;antipurgatorio ove devono sostare le anime dei penitenti (non ancora ammessi a scontare le pene nelle varie cornici), superata la spiaggia (che ospita i contumaci, ossia coloro che sono morti dopo essere stati colpiti da scomunica; i quali devono attendere trenta volte il tempo in cui in vita sono stati ribelli alla Chiesa), e la prima balza (che ospita i pigri a pentirsi;  i quali devono attendere altrettanto tempo della loro vita), Dante e Virgilio arrivano quindi nella seconda balza (che ospita i morti per forza prima di pentirsi; i quali che devono aspettare un tempo imprecisato).<\/p>\n\n\n\n<p>Iin questo ripiano roccioso alcune anime che stavano cantando il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salmo_51\">miserere<\/a> si avvicinano (<strong><em>E \u2018ntanto per la costa di traverso&nbsp;venivan genti innanzi a noi un poco,&nbsp;cantando&nbsp;\u2018Miserere\u2019&nbsp;a verso a verso<\/em><\/strong>), incuriosite dal fatto che il corpo del Poeta proiettasse l&#8217;ombra, e dunque fosse una persona vivente, in carne ed ossa (<strong>Quando s\u2019accorser ch\u2019i\u2019 non dava loco per lo mio corpo al trapassar d\u2019i raggi, mutar lor canto in un \u00aboh!\u00bb lungo e roco<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Tre anime, in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime due (Jacopo del Cassero e Bonconte di Montefeltro) accennano a episodi di contese politiche e delle battaglie tra citt\u00e0, particolarimente cruente, in cui persero la vita, e chiedono a Dante, se tornando tra i vivi incontrer\u00e0 dei loro parenti, di raccomandare ad essi di pregare per loro, onde abbreviare l&#8217;espiazione delle colpe a cui sono soggetti.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza, una donna (Pia de&#8217; Tolomei), fa a Dante analoga richiesta: ricordarsi di lei, s&#8217;intende nelle preghiere.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal fine sintetizza la sua vita con l&#8217;uccisione da parte del marito: pochissime parole struggenti nella sinteticit\u00e0 (il luogo in cui nacque, Siena, e in cui mor\u00ec, la Maremma, e il disfacimento per esprimere la tragica fine:  <strong><em>Siena mi f\u00e9, disfecemi Maremma<\/em><\/strong>), garbatamente rivolte (chiede s\u00ec al Poeta di ricordarsi di lei nelle preghiere, ma dopo che, tornato dal viaggio, si sar\u00e0 riposato: <strong><em>Deh, quando tu sarai tornato al mondo, e riposato de la lunga via &#8230; ricorditi di me<\/em><\/strong>) , che ce la fanno apparire come una persona dolce (l&#8217;articolo prima del nome, comune nel linguaggio familiare, con cui si presenta rende il colloquio amichevole: <strong><em>son la Pia<\/em><\/strong>), vittima di un destino crudelmente ingannatore (amaramente allude a colui che le diede prima l&#8217;anello nuziale, e quindi la promessa di indissolubile fedelt\u00e0, e le diede poi, appunto, la morte:  <strong><em>salsi colui che \u2018nnanellata pria  disposando m\u2019avea con la sua gemma<\/em><\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Dante non lo precisa ma anche costui, a seguito di un tale efferato gesto, si sar\u00e0 ritrovato all&#8217;Inferno, probabilmente nella Caina come Giangiotto, imprigionato nel ghiaccio.  <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-28f84493 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<pre class=\"wp-block-verse\"><strong><em>\u00abDeh, quando tu sarai tornato al mondo,<\/em><\/strong>\n<strong><em>e riposato de la lunga via\u00bb,<\/em><\/strong>\n<strong><em>seguit\u00f2 \u2018l terzo spirito al secondo,<\/em><\/strong>\n<strong><em>\u00abricorditi di me, che son la Pia:<\/em><\/strong>\n<strong><em>Siena mi f\u00e9, disfecemi Maremma:<\/em><\/strong>\n<strong><em>salsi colui che \u2018nnanellata pria \ndisposando m\u2019avea con la sua gemma\u00bb<\/em><\/strong><\/pre>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<pre class=\"wp-block-verse\">\u00abOrs\u00f9, quando sarai tornato sulla Terra\ne avrai riposato per il lungo cammino\u00bb,\nprosegu\u00ec un terzo spirito dopo il secondo,\n\u00abricordati di me, che sono Pia (de' Tolomei);\nnacqui a Siena e fui uccisa in Maremma;\nlo sa bene colui che, dopo avermi chiesto in sposa,\nmi aveva dato l'anello nuziale\u00bb<\/pre>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\"><strong>Chi era Pia de&#8217; Tolomei<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pia de&#8217; Tolomei \u00e8 stata una gentildonna senese vissuta nel XIII secolo, andata sposa a Nello di Inghiramo dei Pannocchieschi della Pietra, signore del Castel di Pietra in Maremma (ora un rudere, in provincia di Grosseto), podest\u00e0 di Volterra e Lucca, in legami politici con Siena. <\/p>\n\n\n\n<p>Negli archivi storici \u00e8 documentato il suo secondo matrimonio, con Margherita Aldobrandeschi, contessa di Sovana e Pitigliano; quasi nulla vi si ritrova invece sul suo primo matrimonio, con Pia de&#8217; Tolomei, che nel 1297 avrebbe fatto assassinare, facendola gettare da una finestra, dopo averla rinchiusa nel castello, forse per la scoperta di una infedelt\u00e0, o forse per liberarsi di lei, desiderando il nuovo matrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>A Pia de&#8217; Tolomei nell&#8217;ottocento Gaetano Doninzetti dedic\u00f2 un&#8217;opera lirica; pi\u00f9 recentemente, Gianna Nannini l&#8217;ha fatta protagonista di un&#8217;opera rock, Dolente Pia, presentata anche a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RiOfTtXIdAA\">Sanremo<\/a> ma non ricordata tra i suoi successi.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-large-font-size\"><strong>Insomma: forse un delitto d&#8217;onore, comunque un femminicidio in famiglia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Cose d&#8217;altri tempi ?<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine &#8220;femicide&#8221;, in lingua inglese, risale ai primi dell&#8217;ottocento (se ne trova traccia, per la prima volta, in uno scritto del 1801).<\/p>\n\n\n\n<p>Ha per\u00f2 acquisito valenza anche scientifica solo negli ultimi anni novanta: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>la criminologa Diana Russell (1992) individu\u00f2 il concetto, usando il termine femmicidio (violenza estrema da parte dell\u2019uomo contro la donna \u00abperch\u00e9 donna\u00bb, la violenza \u00e8 cio\u00e8 l&#8217;esito di concezioni e pratiche misogine);<\/li><li>l&#8217;antropologa Marcela Lagarde (1993) estese il concetto, usando il termine femminicidio.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Propriamente, femmicidio \u00e8 specificazione di omicidio: \u00e8 l&#8217;uccisione di una donna, per ragioni connesse al suo essere donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Estensivamente, femminicidio \u00e8 qualsiasi forma di violenza, fisica e morale, nei confronti di una donna, per ragioni connesse al suo essere donna: oltre all&#8217;omicidio anche le percosse, oltre alle minacce anche l&#8217;esercitare una oppressione, una pressione, un ricatto, anche il costringere a vivere in un certo modo anzich\u00e8 in un altro (e gli esempi possono essere innumerevoli: dal come vestirsi, al poter uscire etc etc).<\/p>\n\n\n\n<p>Nella lingua italiana &#8220;femminicidio&#8221; \u00e8 (traiamo dal dizionario Devoto-Oli) &#8220;qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l&#8217;identit\u00e0 attraverso l&#8217;assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavit\u00f9 o alla morte&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne parla pi\u00f9 spesso da quando l\u2019Assemblea dell\u2019ONU, l\u2019Organizzazione Nazionale delle Nazioni Unite, che si occupa non solo di mantenere la pace e la sicurezza nel mondo, ma anche di promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali, con la risoluzione 17 dicembre 1999 n. 54\/134, ha deciso di designare il giorno 25 novembre di ciascun anno come Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, ed ha invitato i governi, le istituzioni internazionali e quelle nazionali, ed in generale le associazioni, ad organizzare attivit\u00e0 volte a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica in quel giorno su tali temi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 anche grazie a ci\u00f2 che si sono fatti enormi progressi.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, sino a non molti anni fa, la legislazione era maschilista e retrograda. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo con una legge del 1981 (L. n. 442\/81) si ha la l&#8217;abrogazione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>della \u201ccausa d\u2019onore\u201d (art. 587 C.P, che prevedeva una pena molto minore per l&#8217;omicidio di moglie, figlia o sorella, se scoperte in illegittima relazione carnale, e quindi in stato d&#8217;ira a causa dell&#8217;offesa all&#8217;onore, proprio o della famiglia)<\/li><li>del &#8220;matrimonio riparatore&#8221; (art. 544 C.P., che prevedeva, attraverso una tale cerimonia, l&#8217;estinzione del reato di corruzione di minorenni).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Solo con una legge del 1996 (L. n. 66\/96) vengono riformulati i reati di violenza sessuale, che erano prima &#8220;delitti contro la moralit\u00e0 pubblica e il buon costume&#8221; (abrogazione artt. 519 e s.s. C.P.) e diventano &#8220;delitti contro la libert\u00e0 personale&#8221;(introduzione artt. 609 bis e s.s. C.P.).<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi venti anni sono stati introdotti numerosi isituti di protezione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>nel 2001 si \u00e8 avuta l&#8217;introduzione degli ordini di protezione contro gli abusi familiari da parte del Giudice Civile (artt. 342 bis e 342-ter C.C., ex L. n. 154\/01) e l&#8217;introduzione dell\u2019allontanamento dalla casa familiare da parte del Giudice Penale (art. 282 bis C.P.P., ex L. n. 154\/01)<\/li><li>nel 2006 si \u00e8 avuta l&#8217;introduzione del reato di Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (artt. 583 bis e 583 ter C.P., ex L. n. 7\/06)<\/li><li>nel 2009 si \u00e8 avuta l&#8217;introduzione del reato di Atti persecutori (c.d. Stalking) (art. 612 bis C.P., ex L. n. 38\/09) e l&#8217;introduzione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 282 ter C.P.P. ex l. 38\/09);<\/li><li>nel 2013 sono state emanate Nuove norme per il contrasto della violenza di genere che hanno l&#8217;obiettivo di prevenire il femminicidio e proteggere le vittime (D.L. n. 93\/13, converito nella L. n. 242\/13), tra cui: l&#8217;inasprimento delle pene; l&#8217;estensione dei casi di irrevocabilit\u00e0 della querela&nbsp;e di arrestabilit\u00e0 in flagranza; l&#8217;introduzione di uno speciale potere del Pubblico Ministero, su informativa della Polizia giudiziaria, di richiedere al Giudice provvedimenti inibitori urgenti, vietando all\u2019indiziato la presenza nella casa familiare e di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa; il potenziamento dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza, con formazione degli operatori.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Ultimo, ma non ultimo: i reati di maltrattamenti ai danni di familiari o conviventi e di stalking sono stati inseriti tra i delitti per i quali la vittima \u00e8 ammessa al gratuito patrocinio (D.P.R. n. 115\/02, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) anche in deroga ai limiti di reddito (Parte III, Patrocinio a spese dello stato. Titolo I, Capo II, Art. 76, Condizioni per l&#8217;ammissione, comma 4-ter).<\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno in generale della violenza di genere resta gravissimo (secondo dati ISTAT, negli ultimi 5 anni, oltre 4 milioni di donne hanno subito violenza: pi\u00f9 del 10% della popolazione, una donna su 10), ma gli sforzi non sono vani (i numeri dimostrano un calo, un miglioramento (nell\u2019ordine, nei 5 anni, di un 10%).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2014, all&#8217;indomani delle misure da ultimo ricordate, le donne uccise in Italia furono in tutto 114, nel 2020 sono state 69 (vedasi i dati in <a href=\"https:\/\/femminicidioitalia.info\/lista\/2020\">www.femminicidioitalia<\/a>), analogamente al 2019 (furono sempre 69) e al 2019 (erano state 72); (quindi la pandemia ed i lockdown non hanno inciso, almeno su questo dato.<\/p>\n\n\n\n<p>La meta comunque \u00e8 ancora lontana da raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Piccola riflessione finale <\/p>\n\n\n\n<p>In tema di contrasto alla violenza di genere la legislazione italiana, una volta tanto, \u00e8 all&#8217;avanguardia. <\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 allora l&#8217;attuazione (come quando gli istituti di protezione intervengono con ritardo, o vengono elusi facilmente dagli aggressori), e quindi di mezzi (soprattutto per la rete dei centri antiviolenza), ma non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>La stragrande maggioranza degli episodi si verifica tra persone che si conoscono, e quindi erano assolutamente prevedibili: la vittima non aveva denunciato la situazione, forse sottovalutando il pericolo, ovvero ignorando i rimedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi serve maggiore informazione, soprattutto quanto all&#8217;esistenza ed all&#8217;attivit\u00e0 dei centri antiviolenza, ed alla possibilit\u00e0 di fruire dell&#8217;assistenza di un avvocato senza dovere pagare alcunch\u00e8 (questo appunto vuol dire, per la donna, il patrocinio a spese dello stato).<\/p>\n\n\n\n<p>Ben venga, ogni anno , il 25 novembre, la ricorrenza e le celebrazioni <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giornata_internazionale_per_l%27eliminazione_della_violenza_contro_le_donne\">Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne<\/a>, con i suoi simboli (le scarpe rosse, la sedia vuota, il muro delle bambole etc etc).   <\/p>\n\n\n\n<p>Non ci possiamo nascondere, d&#8217;altra parte, un problema, gravissimo, di fondo e culturale: occorre educare al rispetto e alla non violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia i giovani d&#8217;oggi sono bombardati, quotidianamente, da immagini e parole che trasmettono messaggi, pi\u00f9 o meno apertamente o subliminalmente, in senso contrario all&#8217;obiettivo di cui sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>In generale: violenza (basti pensare ai videogiochi ed ai film).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ambito poi della affettivit\u00e0 e della sessualit\u00e0: mercificazione del corpo e aggressivit\u00e0 dell&#8217;approccio (basti pensare al materiale pornografico a chiunque accessibile navigando nel web).    <\/p>\n\n\n\n<p>Anche la censura \u00e8 violenza, si suole dire, e la libert\u00e0 d&#8217;espressione \u00e8 garantita; ma non stupiamoci, in un tale contesto, della crisi di quelli che riteniamo valori. * * *<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size\">Il testo completo del Canto V del Purgatorio:<\/p>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-verse\"> Io era gi\u00e0 da quell' ombre partito,\n e seguitava l'orme del mio duca,\n quando di retro a me, drizzando 'l dito,\n una grid\u00f2: \u00abVe' che non par che luca\n lo raggio da sinistra a quel di sotto,\n e come vivo par che si conduca!\u00bb.\n Li occhi rivolsi al suon di questo motto,\n e vidile guardar per maraviglia\n pur me, pur me, e 'l lume ch'era rotto.\n \u00abPerch\u00e9 l'animo tuo tanto s'impiglia\u00bb,\n disse 'l maestro, \u00abche l'andare allenti?\n che ti fa ci\u00f2 che quivi si pispiglia?\n Vien dietro a me, e lascia dir le genti:\n sta come torre ferma, che non crolla\n gi\u00e0 mai la cima per soffiar di venti;\n ch\u00e9 sempre l'omo in cui pensier rampolla\n sovra pensier, da s\u00e9 dilunga il segno,\n perch\u00e9 la foga l'un de l'altro insolla\u00bb.\n Che potea io ridir, se non \u00abIo vegno\u00bb?\n Dissilo, alquanto del color consperso\n che fa l'uom di perdon talvolta degno.\n E 'ntanto per la costa di traverso\n venivan genti innanzi a noi un poco,\n cantando 'Miserere' a verso a verso.\n Quando s'accorser ch'i' non dava loco\n per lo mio corpo al trapassar d'i raggi,\n mutar lor canto in un \u00aboh!\u00bb lungo e roco;\n e due di loro, in forma di messaggi,\n corsero incontr' a noi e dimandarne:\n \u00abDi vostra condizion fatene saggi\u00bb.\n E 'l mio maestro: \u00abVoi potete andarne\n e ritrarre a color che vi mandaro\n che 'l corpo di costui \u00e8 vera carne.\n Se per veder la sua ombra restaro,\n com' io avviso, assai \u00e8 lor risposto:\n f\u00e0ccianli onore, ed esser pu\u00f2 lor caro\u00bb.\n Vapori accesi non vid' io s\u00ec tosto\n di prima notte mai fender sereno,\n n\u00e9, sol calando, nuvole d'agosto,\n che color non tornasser suso in meno;\n e, giunti l\u00e0, con li altri a noi dier volta,\n come schiera che scorre sanza freno.\n \u00abQuesta gente che preme a noi \u00e8 molta,\n e vegnonti a pregar\u00bb, disse 'l poeta:\n \u00abper\u00f2 pur va, e in andando ascolta\u00bb.\n \u00abO anima che vai per esser lieta\n con quelle membra con le quai nascesti\u00bb,\n venian gridando, \u00abun poco il passo queta.\n Guarda s'alcun di noi unqua vedesti,\n s\u00ec che di lui di l\u00e0 novella porti:\n deh, perch\u00e9 vai? deh, perch\u00e9 non t'arresti?\n Noi fummo tutti gi\u00e0 per forza morti,\n e peccatori infino a l'ultima ora;\n quivi lume del ciel ne fece accorti,\n s\u00ec che, pentendo e perdonando, fora\n di vita uscimmo a Dio pacificati,\n che del disio di s\u00e9 veder n'accora\u00bb.\n E io: \u00abPerch\u00e9 ne' vostri visi guati,\n non riconosco alcun; ma s'a voi piace\n cosa ch'io possa, spiriti ben nati,\n voi dite, e io far\u00f2 per quella pace\n che, dietro a' piedi di s\u00ec fatta guida,\n di mondo in mondo cercar mi si face\u00bb.\n E uno incominci\u00f2: \u00abCiascun si fida\n del beneficio tuo sanza giurarlo,\n pur che 'l voler nonpossa non ricida.\n Ond' io, che solo innanzi a li altri parlo,\n ti priego, se mai vedi quel paese\n che siede tra Romagna e quel di Carlo,\n che tu mi sie di tuoi prieghi cortese\n in Fano, s\u00ec che ben per me s'adori\n pur ch'i' possa purgar le gravi offese.\n Quindi fu' io; ma li profondi f\u00f3ri\n ond' usc\u00ec 'l sangue in sul quale io sedea,\n fatti mi fuoro in grembo a li Antenori,\n l\u00e0 dov' io pi\u00f9 sicuro esser credea:\n quel da Esti il f\u00e9 far, che m'avea in ira\n assai pi\u00f9 l\u00e0 che dritto non volea.\n Ma s'io fosse fuggito inver' la Mira,\n quando fu' sovragiunto ad Or\u00efaco,\n ancor sarei di l\u00e0 dove si spira.\n Corsi al palude, e le cannucce e 'l braco\n m'impigliar s\u00ec ch'i' caddi; e l\u00ec vid' io\n de le mie vene farsi in terra laco\u00bb.\n Poi disse un altro: \u00abDeh, se quel disio\n si compia che ti tragge a l'alto monte,\n con buona p\u00efetate aiuta il mio!\n Io fui di Montefeltro, io son Bonconte;\n Giovanna o altri non ha di me cura;\n per ch'io vo tra costor con bassa fronte\u00bb.\n E io a lui: \u00abQual forza o qual ventura\n ti trav\u00ef\u00f2 s\u00ec fuor di Campaldino,\n che non si seppe mai tua sepultura?\u00bb.\n \u00abOh!\u00bb, rispuos' elli, \u00aba pi\u00e8 del Casentino\n traversa un'acqua c'ha nome l'Archiano,\n che sovra l'Ermo nasce in Apennino.\n L\u00e0 've 'l vocabol suo diventa vano,\n arriva' io forato ne la gola,\n fuggendo a piede e sanguinando il piano.\n Quivi perdei la vista e la parola;\n nel nome di Maria fini', e quivi\n caddi, e rimase la mia carne sola.\n Io dir\u00f2 vero, e tu 'l rid\u00ec tra ' vivi:\n l'angel di Dio mi prese, e quel d'inferno\n gridava: \"O tu del ciel, perch\u00e9 mi privi?\n Tu te ne porti di costui l'etterno\n per una lagrimetta che 'l mi toglie;\n ma io far\u00f2 de l'altro altro governo!\".\n Ben sai come ne l'aere si raccoglie\n quell' umido vapor che in acqua riede,\n tosto che sale dove 'l freddo il coglie.\n Giunse quel mal voler che pur mal chiede\n con lo 'ntelletto, e mosse il fummo e 'l vento\n per la virt\u00f9 che sua natura diede.\n Indi la valle, come 'l d\u00ec fu spento,\n da Pratomagno al gran giogo coperse\n di nebbia; e 'l ciel di sopra fece intento,\n s\u00ec che 'l pregno aere in acqua si converse;\n la pioggia cadde, e a' fossati venne\n di lei ci\u00f2 che la terra non sofferse;\n e come ai rivi grandi si convenne,\n ver' lo fiume real tanto veloce\n si ruin\u00f2, che nulla la ritenne.\n Lo corpo mio gelato in su la foce\n trov\u00f2 l'Archian rubesto; e quel sospinse\n ne l'Arno, e sciolse al mio petto la croce\n ch'i' fe' di me quando 'l dolor mi vinse;\n volt\u00f2mmi per le ripe e per lo fondo,\n poi di sua preda mi coperse e cinse\u00bb.\n \u00abDeh, quando tu sarai tornato al mondo\n e riposato de la lunga via\u00bb,\n seguit\u00f2 'l terzo spirito al secondo,\n \u00abricorditi di me, che son la Pia;\n Siena mi f\u00e9, disfecemi Maremma:\n salsi colui che 'nnanellata pria\n disposando m'avea con la sua gemma\u00bb.\n <\/pre>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pur_05_pia-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"572\" height=\"728\" src=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pur_05_pia-1.jpg\" alt=\"\" data-id=\"5933\" data-link=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/?attachment_id=5933\" class=\"wp-image-5933\" srcset=\"https:\/\/www.cecchinatogeremiaavvocati.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Pur_05_pia-1.jpg 572w, 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